Leggendo del recente oscuramento di Megaupload e Megavideo mi sale un sorrisetto in viso, pensando all’arretratezza della classe politica mondiale. La prima cosa che ho pensato è: “ma quanto ci mettono a sciacquarsi dalle balle per far posto ad idee giovani, adeguate a quello che stiamo vivendo, e non ad un epoca che ormai vive solo nei loro ricordi?”
La “proprietà intellettuale” è un enorme freno al progresso dell’umanità. Questo è un dato di fatto non un’idea.
E’ giusto che un autore che sceglie di tutelare una propria opera con copyright deve poter far valere questa sua volontà, ma è anche vero che questo modo di ragionare è più adatto al 1900 che ad oggi.
Stop Online Piracy Act. Già il nome è sbagliato. Volete fermare la pirateria? E allora perché non vi armate di missili e navi e non andate a cercarli in mezzo al mare? Perché è li che si trovano i pirati, sicuramente non davanti ad un computer.
Cosa pensano di ottenere oscurando i DNS di Megavideo e Megaupload? Di sicuro non elimineranno il traffico illegale di materiale coperto da copyright. Già domattina troverete 200 forum e blog che vi spiegheranno nei modi più dettagliati come raggiungere lo stesso il vostro “dispenser di film sul divano” preferito, nonchè “amico di tante notti insonni”.
O semplicemente si rispolvererà il vecchio Mulo lasciato nella stalla da qualche tempo.
E naturalmente ci sarà qualche rappresaglia vendicativa (stanno già subendo attacchi di massa i siti della RIAA, Universal e il dipartimento di giustizia americano).
Disgregando i DNS ottengono come unico risultato di frammentare la rete, rischiando di spaccarla ed eliminare quell’appellativo “globale” che tanto piaceva ai politici qualche anno fa, ma che con questa crisi economica sembra essere rimpianto da tutti.
E’ come sperare di eliminare i morti da overdose rendendo illegali sempre più sostanze ed alzando le pene per chi viene catturato con le mani nel sacco. L’unico risultato è alimentare un mercato nero “underground” che nel caso di Internet, per come è costruita, non morirà mai!
Cosa fare allora? Semplice. Se sei nato dopo il 1980 sei cresciuto con la risposta a questa domanda, se non lo sei devi fare uno sforzo mentale per prenderne atto e agire di conseguenza.
La diffusione capillare di elaboratori elettronici collegati tra di loro in una rete mondiale capace di veicolare un messaggio da una parte all’altra del globo in meno di mezzo secondo ha reso possibile qualcosa che l’umanità non aveva mai visto prima. Mai.
La completa separazione tra spirito e materia, tra hardware e software. Un film digitale non lo puoi toccare, non puoi costruirgli dei muri attorno, non puoi infilargli delle manette, non puoi impedirgli di diffondersi. Il software è conoscenza, è un’idea, si impossessa dell’hardware delle menti di ogni persona in momenti diversi, senza che quella mente la possegga veramente. È dappertutto, ma non è veramente da nessuna parte perché non è composta da atomi.
La copia della conoscenza, del sapere, del software è a costo zero.
Finché questi vecchi non inizieranno a capirlo, o finché non verranno detronizzati, continueremo a vedere questi tristi tentativi di rallentare l’umanità nel salire su un nuovo gradino che non aveva neanche immaginato 30 anni prima. E che secondo il mio modesto parere risolverà un bel po di problemi.
Detto questo aderite al Fronte di Liberazione Intellettuale e non appoggiate quei pazzi retrogradi.
P.S. qualsiasi cosa faranno questo porto rimarrà sicuro, dovessi “chiudermi” in una internet tutta mia dove i contenuti sono liberi. Non credo proprio che avrei problemi di solitudine.